Sono iscritto a un fondo pensione, posso decidere a chi lasciarlo in caso di mio decesso?

In questa puntata analizziamo cosa succede in caso di decesso dell’aderente a un fondo pensione, sia nel caso in cui avvenga durante il percorso lavorativo, nella cosiddetta fase di accumulo, sia nel caso in cui avvenga durante il periodo di percezione della pensione complementare, la cosiddetta fase di erogazione.

Posso decidere a chi lasciare il capitale maturato nel fondo pensione in caso di mio decesso durante la fase di accumulo?

La normativa che regola il funzionamento dei fondi pensione attribuisce ampia autonomia decisionale all’aderente in quanto può designare uno o più beneficiari a sua scelta. Nel caso in cui non provveda a designare beneficiari la posizione non rimane comunque acquisita dal fondo ma può essere riscatta dagli eredi. Per i dipendenti pubblici iscritti a fondi pensione a loro dedicati, si applicano norme differenti, che individuano puntualmente i soggetti legittimati a riscattare il capitale dell’aderente deceduto. In particolare, tali soggetti sono: il coniuge o, in sua assenza, i figli. In assenza di coniuge e figli possono riscattare il capitale i genitori se fiscalmente a carico dell’aderente deceduto. Nel caso in cui l’aderente non sia sposato (o unito civilmente), non abbia né figli né genitori viventi o a suo carico, il capitale può essere destinato in via residuale a uno o più beneficiari designati dall’aderente stesso.

Come funziona la designazione del beneficiario?

La designazione può essere effettuata utilizzando la modulistica che la maggior parte dei fondi pensione rende disponibile sui propri siti internet. Tuttavia la designazione può avvenire anche con modalità diverse da quelle eventualmente previste dal proprio fondo pensione, ad esempio in sede testamentaria. E’ possibile designare una persona fisica o giuridica a cui a cui destinare il fondo pensione in caso di decesso, ed eventualmente anche attribuire ad ogni beneficiario una percentuale differente di capitale, a scelta dell’aderente.

Qual è il trattamento fiscale del riscatto esercitato dagli eredi o beneficiari dell'aderente?

Il riscatto da parte degli eredi o beneficiari è assoggettato alla tassazione più favorevole prevista dalla normativa di settore, con un’imposta sostitutiva del 15% che si riduce fino al 9% sulla base del periodo di permanenza nel fondo pensione. È utile ricordare che non tutto il capitale viene assoggettato a tassazione ma solo la parte di contributi versati, sono dunque esclusi i rendimenti maturati dal fondo pensione. Per i dipendenti pubblici la tassazione di favore è stata introdotta solo dal 1° gennaio 2018, sui capitali maturati prima di tale data si applica la tassazione separata, analogamente al trattamento di fine rapporto. Ricordiamo, infine, che sulle somme riscattate dagli eredi è esclusa l’applicazione dell’imposta di successione.

Posso decidere a chi lasciare il capitale maturato nel fondo pensione in caso di mio decesso durante la fase di erogazione della pensione complementare?

Una volta raggiunto il pensionamento, qualora l’aderente optasse per la percezione di una rendita pensionistica complementare avrà l’opportunità di valutare come assicurare al meglio l’erogazione della rendita in caso di suo decesso, scegliendo tra le varie opzioni rese disponibili dal proprio fondo pensione. Le tipologie di rendita che consentono di tutelare i superstiti sono: la rendita reversibile, la rendita certa per un numero prestabilito di anni, e la rendita con restituzione del capitale residuo a uno o più beneficiari.

 


Marco Facchinelli, consulente Pensplan

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