Dipendente settore privato

Puoi aderire a un fondo pensione complementare di tipo chiuso o aperto.

In caso di adesione a un fondo pensione chiuso il datore di lavoro è tenuto, in base al contratto collettivo, a versare un contributo aggiuntivo oltre al TFR e al contributo del lavoratore, il cosiddetto contributo del datore di lavoro. Ma solo se ti iscrivi.  Qualora invece decidessi di lasciare il TFR in azienda rinunci non solo a una seconda pensione nella vecchiaia ma anche ogni mese a un contributo che ti spettano contrattualmente. Il contributo del datore di lavoro può inoltre essere versato anche nel caso di adesione a un fondo pensione aperto, qualora sia previsto da un accordo aziendale.

I vantaggi per te:

  • Contributo del datore di lavoro: una somma aggiuntiva versata dal datore di lavoro sulla posizione del lavoratore prevista dal contratto collettivo nazionale o da un accordo aziendale. Questo contributo è dovuto solo qualora decidi di costituriti una pensione complementare
  • Agevolazioni fiscali: esenzione di tutti i versamenti al fondo pensione (escluso il TFR) dall' imposta sul reddito (IRPEF) fino a 5.164 euro all' anno! Questo vuol dire un risparmio fiscale dal 23 al 43%. I rendimenti generati dal fondo pensione godono inoltre di un tassazione favorevole rispetto ad altri investimenti. Infine al momento del pensionamento potrai beneficiare di un'aliquota vantaggiosa sul capitale che può scendere fino al 9%. Anche in questo contesto vale il detto: prima aderisci meno imposte paghi!
  • Investimento su misura: puoi decidere in che modo investire i tuoi risparmi. A tal fine, ogni fondo offre almeno tre diverse linee di investimento. Puoi anche cambiare la tua linea di investimento in un secondo momento, se vuoi.
  • Rendimenti adeguati: il capitale nel fondo pensione può ottenere un rendimento significativamente più elevato rispetto alla rivalutazione del TFR rimasto in azienda. Ad esempio nel decennio 2007-2016 il rendimento medio per gli aderenti ai fondo pensione regionali è stato del 42% rispetto a una rivalutazione del TFR rimasto in azienda del 25%. Questo senza considerare i contributi del datore di lavoro, che molti dipendenti considerano giustamente un rendimento aggiuntivo!

L’adesione alla previdenza complementare è facoltativa e può essere fatta in ogni momento. Puoi aderire a un fondo pensione chiuso o a un fondo pensione aperto con un’adesione collettiva, se il tuo contratto di lavoro lo rende possibile. Se invece il tuo contratto di lavoro non prevede la possibilità di iscrizione a un fondo pensione, oppure se decidi di iscriverti a una forma pensionistica complementare diversa da quella prevista dal tuo contratto di lavoro, puoi aderire a un fondo pensione aperto (o a un PIP) con un’adesione individuale.

Adesione collettiva

Le quantità della contribuzione sono stabilite dai singoli contratti/accordi collettivi di lavoro. La trattenuta è mensile in busta paga e viene calcolata sulla retribuzione lorda. I contributi vengono poi versati dal datore di lavoro direttamente nel fondo pensione e riportati nella Certificazione Unica (CU). È altresì possibile effettuare direttamente un versamento di contribuzione aggiuntiva individuale rispetto alle quote previste contrattualmente, riportandolo nella dichiarazione dei redditi per poter beneficiare del vantaggio fiscale della deducibilità.

Vantaggio: contributo datore di lavoro

Note:

  • In accordo con il tuo datore di lavoro puoi versare al fondo pensione anche il TFR pregresso (quello maturato prima dell’adesione), beneficiando dei vantaggi fiscali previsti e del possibile maggiore rendimento rispetto alla rivalutazione del TFR che rimane in azienda.
  • Se decidi diversare il TFR maturando a un fondo pensione, la scelta non può essere successivamente modificata, salvo il riscatto totale nei casi previsti.
  • Puoi sospendere in ogni momento la contribuzione a tuo carico e quella a carico del/della datore/datrice di lavoro, mentre il TFR maturando continua a essere versato al fondo pensione.

Adesione individuale

Puoi decidere tu la quantità e la periodicità della contribuzione, effettuando direttamente il versamento al fondo e riportandolo nella dichiarazione dei redditi per poter beneficiare del vantaggio fiscale della deducibilità.

I contributi versati al fondo pensione sono deducibili fino al limite massimo di 5.164,57 €. Nel computo del tetto massimo si considerano la quota a carico del lavoratore, del datore di lavoro e i versamenti aggiuntivi, mentre rimane escluso il TFR. La deduzione massima comporta un risparmio fiscale che oscilla tra i 1.188 € e i 2.221 € a seconda dell’aliquota di tassazione applicata (con il versamento annuo di 5.164,57 €).

Nota bene: la deduzione spetta anche per i contributi versati a favore dei soggetti fiscalmente a carico, per la parte da questi non dedotta. Infatti la deduzione spetta in primo luogo all’aderente fiscalmente a carico e, solo dopo aver esaurito il reddito di tale soggetto, all'aderente cui questo risulta a carico nel limite assoluto di 5.164,57 €, detratta la contribuzione dell'aderente e del datore di lavoro.

Quanto posso risparmiare versando l’importo massimo deducibile, pari a 5.164,57 €?

esempio risparmio fiscale fino a 5.164€

Altri vantaggi

  • Non pignorabilità/sequestrabilità della posizione individuale, e più in dettaglio:
    • principio di intangibilità della posizione individuale dell’aderente nella fase di accumulo
    • le prestazioni pensionistiche in capitale e in rendita e le anticipazioni per spese sanitarie sono sequestrabili e pignorabili secondo la disciplina vigente in materia per le pensioni a carico degli istituti di previdenza obbligatoria nell’ammontare massimo di un quinto della pensione stessa, valutato al netto delle ritenute fiscali

Attenzione: i riscatti e le anticipazioni per acquisto e ristrutturazione della prima casa di abitazione e per altre esigenze dell’aderente sono sequestrabili e pignorabili senza vincoli.

  • Possibilità di designazione del beneficiario in caso di premorienza in fase di accumulo, anche al di fuori dell’asse ereditario.

Dal 6° al 25° anno di permanenza nel fondo pensione esiste la possibilità di dedurre fino a 50% in più della deducibilità di cui non si è usufruito nei primi cinque anni lavorativi (con un limite pari a 7.746,86 € annui).

Esempio di utilizzo della deducibilità residua nel periodo

esempio deducibilità residua

I dipendenti neoassunti devono scegliere entro sei mesi dalla data di assunzione se destinare il proprio TFR maturando a un fondo pensione, oppure se mantenerlo in azienda. In assenza di una scelta esplicita alla scadenza dei sei mesi dalla data di assunzione il datore di lavoro è tenuto a versare automaticamente il TFR a un fondo pensione (conferimento tacito).

Esempio di diversa tassazione del TFR in azienda e nel fondo pensione

  • TFR maturato: 100.000 €
  • Tassazione TFR in azienda: 23.000 €
  • Tassazione TFR nel fondo pensione*: 9.000 €
  • Vantaggio fiscale TFR nel fondo pensione: 14.000 €

* Aliquota del 9% al pensionamento, con almeno 35 anni di permanenza nel fondo pensione.

Acquisite tutte le informazioni utili, se decidi di aderire, sottoscrivi il modulo di adesione contenuto nella Nota informativa.

Avvertenze: prima dell’adesione ti invitiamo a prendere visione dei documenti specifici messi a disposizione del singolo fondo pensione: Nota informativa, Progetto esemplificativo standardizzato e Statuto. Questi documenti definiscono le caratteristiche della forma pensionistica complementare e le condizioni che regolano il tuo rapporto di partecipazione.