Datore di lavoro, consulente

In questa sezione trovi le news, gli accordi aziendali per adesione su base collettiva, la modulista relativa agli obblighi del datore di lavoro in merito alla destinazione del TFR dei propri lavoratori, nonchè utili tematiche di approfondimento.

Variazioni e novità contrattuali

Variazioni e novità contrattuali di aprile e maggio 2019

Cooperative sociali

In data 21 maggio 2019 è stata sciolta la riserva sulle intese raggiunte il 28 marzo 2019 che rinnovano e modificano il CCNL del 16 dicembre 2011.
Le parti firmatarie hanno concordato di innalzare l'aliquota di contribuzione a carico del datore di lavoro dall'1% della retribuzione utile ai fini al calcolo del TFR all'1,5% da calcolarsi sulla stessa base imponibile. Hanno diritto a tale contributo i lavoratori iscritti al Fondo di categoria o territoriale che hanno optato per il versamento, mediante trattenuta mensile in busta paga, di un contributo minimo pari all'1% calcolato sulla retribuzione utile ai fini al calcolo del TFR.

Scarica il contratto (Cooperative sociali) in formato PDF (Acrobat)

Turismo dell'Alto Adige

Con l'accordo integrativo provinciale del 22 marzo 2019 è stato previsto un aumento del contributo a carico del datore di lavoro dallo 0,55% della retribuzione utile ai fini del calcolo del TFR all'1,55%. Tale aumento è destinato unicamente ai lavoratori iscritti al Fondo Pensione Laborfonds e decorre dal 1° aprile 2019. Non subisce variazioni l'aliquota minima di contribuzione a carico del lavoratore, che rimane dunque ferma allo 0,55% della retribuzione utile ai fini del calcolo del TFR.

Scarica il contratto (Cooperative sociali) in formato PDF (Acrobat)

     
> Per maggiori informazioni scarica le "schede contratto" (in formato PDF) e visita la sezione Osservatorio contrattuale

TO

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Approfondimenti

Per ogni singolo contratto di lavoro viene presentata una scheda "Note informative e storico contributivo", con l'indicazione dei Fondi pensione ai quali è possibile aderire, le contribuzioni minime, le eventuali opzioni contributive ed ogni variazione intervenuta con le relative decorrenze.

Le schede sono completate da specifiche sezioni dedicate ai potenziali aderenti, alla base di calcolo della contribuzione ed alle vicende contributive (sospensione per CIG o maternità, "una tantum", retroattività, regimi particolari: INPS gestione ex INPDAP, ENPAIA, ecc.). Alla scheda informativa segue un indice con l'indicazione di data, livello di contrattazione e fonte del successivo testo normativo.

> Osservatorio contrattuale

Anche i lavoratori di prima occupazione successiva al 28 aprile 1993 possono ora destinare il TFR alla previdenza complementare in misura parziale oltreché totale qualora i contratti collettivi lo prevedano.

I lavoratori di prima occupazione antecedente il 28 aprile 1993, i quali al 29 agosto 2017 versavano interamente il loro TFR a una forma pensionistica complementare, possono revocare la loro scelta. Pertanto si potrà ridurre la percentuale di TFR da versare al fondo pensione e, nel caso in cui gli accordi e contratti collettivi lo prevedano, diminuirla fino allo zero.

Nel caso di lavoratori già iscritti a un fondo pensione negoziale territoriale (per esempio il Fondo Pensione Laborfonds), qualora un contratto collettivo o una norma di legge prevedano un ulteriore contributo del datore di lavoro, tale contributo affluirà allo stesso fondo pensione territoriale al quale il lavoratore è già iscritto.

Nel caso di lavoratori che non hanno ancora aderito alla previdenza complementare l'eventuale contributo aggiuntivo è destinato al fondo pensione individuato dal contratto collettivo, finché il lavoratore non si iscriva al fondo pensione territoriale.

Il lavoratore del settore privato può scegliere di convertire il premio di risultato in contributo verso il fondo pensione a cui è iscritto.

Il plafond del premio è pari a 3.000 € ed è previsto per redditi non superiori agli 80.000 €.

N.B.: Il plafond del premio può essere pari a 4.000 € per le imprese che prevedono forme di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell'organizzazione del lavoro, limitatamente ai premi di produttività istituiti da accordi aziendali o territoriali sottoscritti entro il 24 aprile 2017.

Il lavoratore che destina, in tutto o in parte, tali premi alla previdenza complementare, gode di tre vantaggi fiscali:

Ansuchen um Leistungen beim Zusatzrentenfonds

1. il premio non concorre alla formazione del reddito imponibile
2. il premio non è soggetto ad altra tassazione (imposta sostitutiva del 10% e contributo all’INPS del 9,19%)
3. il premio gode della totale defiscalizzazione anche al momento dell'erogazione di qualsiasi prestazione (anticipazione, riscatto, prestazione pensionistica e RITA).

Mettiamo due dipendenti a confronto

Confronto premio in busta paga e premio nel fondo pensione

Per i lavoratori: l'Agenzia delle Entrate ha specificato che, entro il 31 dicembre dell'anno successivo a quello in cui i contributi sono stati versati alla forma previdenziale complementare, il contribuente è tenuto a comunicare a quest'ultima sia l'eventuale ammontare di contributi non dedotti, che l'importo dei contributi sostitutivi del premio di risultato in modo che non concorrano alla formazione della base imponibile della prestazione previdenziale.

Per i datori di lavoro e/o i consulenti del lavoro: per versare i premi di produttività è necessario utilizzare una distinta ad hoc che consente di identificare e quindi gestire da un punto di vista fiscale tale contribuzione in modo conforme alla normativa.

Scarica la scheda di approfondimento in formato PDF:

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6.1 Crisi aziendale - perdita del lavoro - mobilità - cassa integrazione

6.3 Misure compensative per le aziende che conferiscono il TFR alla previdenza complementare

L’art. 10 del D.Lgs. 252/2005 prevede le seguenti misure di compensazione:

  • deduzione dal reddito d’impresa pari al 4% (6% per le azienda fino a 50 dipendenti)
  • esonero dal versamento del contributo al fondo di garanzia pari allo 0,20% della retribuzione annua
  • riduzione dei contributi minori