Fiscalità

Per coloro che decidono di aderire a una forma di previdenza complementare lo Stato ha introdotto una serie di agevolazioni fiscali che riguardano sia la fase di versamento dei contributi, sia i rendimenti generati dalla gestione, sia le prestazioni offerte dalle forme pensionistiche.

I versamenti in favore di una forma di previdenza complementare possono essere dedotti dal reddito per un importo annuo complessivamente non superiore a € 5.164,57. Questa cifra comprende il contributo a carico del lavoratore trattenuto in busta paga, l’eventuale contributo a carico del datore di lavoro e i contributi volontari al fondo pensione. Le quote di TFR, invece, sono escluse.

Anche nel caso di familiari fiscalmente a carico è possibile dedurre i versamenti in loro favore nel limite complessivo di € 5.164,57.

Quanto posso risparmiare versando l’importo massimo deducibile, pari a 5.164,57 €?

esempio risparmio fiscale fino a 5.164€

I contributi versati al fondo pensione complementare permettono di beneficiare di vantaggi fiscali, che è utile considerare in sede di dichiarazione dei redditi.

Per i versamenti effettuati tramite datore di lavoro non é richiesta documentazione aggiuntiva in sede di dichiarazione dei redditi oltre al CUD.

I versamenti volontari diretti, cioè quelli che non passano dalla busta paga e vengono effettuati sia dai lavoratori dipendenti che da quelli autonomi, dai pensionati e dagli iscritti che hanno conservato la proprio posizione presso il fondo pensione, devono invece essere documentati presentando, in sede di dichiarazione, copia dell’ordine di bonifico effettuato.

Anche nel caso di familiari fiscalmente a carico è possibile dedurre i versamenti in loro favore nel limite complessivo di € 5.164,57.

Gli eventuali contributi versati che superano il limite dei € 5.164,57 non sono deducibili dal reddito e dovranno essere comunicati al fondo pensione entro il 31 dicembre attraverso l’apposito modulo disponibile sul sito web del proprio fondo pensione.

I rendimenti finanziari delle forme pensionistiche sono tassati con un'imposta sostitutiva del 20% (ad esclusione della quota dei rendimenti che deriva dall'investimento in Titoli di Stato o titoli simili che è assoggettata a un’aliquota del 12,5%).

L’aliquota è dunque inferiore a quella prevista per altri strumenti di risparmio o investimento (inclusi i conti di deposito), pari al 26%.

Oltre all'imposta sui rendimenti, le forme pensionistiche sono esenti dall'imposta di bollo dello 0,20% del capitale maturato che si applica a tutti gli altri prodotti d'investimento.

Quando il lavoratore matura il diritto alla pensione pubblica e partecipa da almeno 5 anni a forme di previdenza complementare, ha la possibilità di richiedere la prestazione pensionistica.

Ai versamenti effettuati al fondo pensione (esclusi i contributi non dedotti) viene applicata un'imposta sostitutiva del 15% che si riduce dello 0,30% per ogni anno di partecipazione a forme pensionistiche successivo al 15°, fino a un’aliquota minima del 9%.

L’aliquota è dunque inferiore a quella applicata al TFR che viene mantenuto in azienda, al quale si applica una tassazione separata, con aliquota minima del 23%.

Dal 6° al 25° anno di permanenza nel fondo pensione esiste la possibilità di dedurre fino a 50% in più della deducibilità di cui non si è usufruito nei primi cinque anni lavorativi (con un limite pari a 7.746,86 € annui).

Esempio di utilizzo della deducibilità residua nel periodo

esempio deducibilità residua