Misure per le donne

Misure per le donne

L'importo medio della pensioni in Italia risulta sensibilmente inferiore per le donne rispetto agli uomini. Maternità, cura dei familiari non autosufficienti e lavoro part-time: tutti questi fattori determinano una riduzione dei versamenti previdenziali e quindi dell’ammontare della pensione finale. L’adesione a un fondo pensione complementare permette di accantore un capitale che andrà a integrare la futura pensione pubblica.

Pensa ora al tuo futuro!

Per te donna è ora di pensare di più a te stessa oggi per poter essere domani protagonista del tuo futuro.
Fai la scelta giusta e costruisciti per tempo una pensione complementare su misura per te.

Il cosiddetto gap previdenziale o pensionistico è la differenza tra la futura pensione pubblica e l’ultimo stipendio percepito dalla lavoratrice. Maggiore sarà la differenza tra questi due valori, maggiore sarà l’abbassamento del tenore di vita una volta in pensione.

Maternità, cura dei familiari non autosufficienti e lavoro part-time: tutti questi fattori determinano una riduzione dei versamenti previdenziali e quindi dell’ammontare della pensione finale. Risulta fondamentale allora riflettere sin da subito sulla propria situazione previdenziale e mettere da parte quanto prima dei risparmi per il proprio futuro attraverso uno strumento di previdenza complementare. Integrare la propria futura pensione pubblica è possibile grazie all’adesione a un fondo pensione complementare.

Pensioni uomini e donne: un divario da colmare

Fonte: Osservatorio INPS sulle pensioni vigenti - anno 2017

Il lavoro part-time è donna: in Italia infatti il 32,2% delle lavoratrici è occupata a tempo parziale (contro l’8,4% degli uomini), percentuale che sale al 40,8% in Provincia di Trento e al 44,1% in provincia di Bolzano. La necessità di riduzione dell’orario di lavoro ha però un forte impatto sulla futura pensione pubblica.

Ma quanto incidono per esempio 10 anni di lavoro a tempo parziale sull’importo della pensione futura? Il 10%. Questo perché a una minore retribuzione corrispondono minori contributi previdenziali.
Confronto donna part-time e full-time
Per poter colmare tale gap puoi aderire a una forma di previdenza complementare e accantonare delle somme aggiuntive in un fondo pensione.

Inoltre puoi approfittare di tutti i vantaggi offerti dalla previdenza complementare quali:

  • possibilità di accedere alle misure di sostegno previste delle due Provincie di Trento e di Bolzano a favore delle lavoratrici che si astengono dal lavoro completamente o parzialmente per accudire bambini piccoli o familiari non autosufficienti
  • contributo del datore di lavoro se aderisci in forma collettiva
  • vantaggi fiscali (deducibilità dei contribuiti versati fino a 5.164 € annui)
  • trasparenza e affidabilità delle forme di previdenza complementare
  • scelta dei beneficiari in caso di premorienza
  • adesione a un progetto regionale: vicinanza degli interlocutori e ricaduta locale delle risorse investite.

La riduzione della pensione pubblica sarà sempre più evidente in futuro. Le lavoratrici autonome saranno ancora di più penalizzate e vedranno scendere il loro tasso di sostituzione (rapporto tra pensione e ultimo reddito) dall’attuale 69% al 46% nel 2030.

Integrare la pensione pubblica non diventerà più un’opzione, ma una necessità. Per questo è importante agire fin da subito e aderire a un fondo pensione che ti permette di accumulare versamenti nel tempo e creare così un capitale da destinare all’integrazione pensionistica.

Inoltre potrai approfittare di tutti i vantaggi offerti dalla previdenza complementare quali:

  • possibilità di accedere alle misure di sostegno previste delle due Provincie di Trento e di Bolzano a favore delle lavoratrici che si astengono dal lavoro completamente o parzialmente per accudire bambini piccoli o familiari non autosufficienti
  • contributo del datore di lavoro se aderisci in forma collettiva
  • vantaggi fiscali (deducibilità dei contribuiti versati fino a 5.164 € annui)
  • trasparenza e affidabilità delle forme di previdenza complementare
  • scelta dei beneficiari in caso di premorienza
  • adesione a un progetto regionale: vicinanza degli interlocutori e ricaduta locale delle risorse investite.

Il sistema pensionistico obbligatorio non prevede versamenti previdenziali in favore delle casalinghe che, pur lavorando ogni giorno tra le mura domestiche, non accumuleranno contributi ai fini dell’erogazione di una pensione pubblica. Per queste ultime potrà crearsi, di fatto, una situazione di mancata autonomia economica. Una soluzione, in questo caso, può essere quella del versamento di contributi per la donna casalinga da parte del coniuge per la costituzione di una pensione complementare.

Se stai ancora studiando, probabilmente la pensione non sarà il tuo pensiero principale. L’adesione fin da giovane a una forma di previdenza complementare ti permette però di iniziare ad accumulare un capitale per poterti garantire una maggiore sicurezza economica per il futuro.
E qualsiasi sarà il tuo futuro lavorativo potrai sempre proseguire nella contribuzione. Potrai infatti destinare il tuo TFR al fondo pensione se sarai una lavoratrice dipendente, o effettuare versamenti volontari se sarai una lavoratrice autonoma o libera professionista.

Inoltre puoi approfittare di tutti i vantaggi offerti dalla previdenza complementare quali:

  • possibilità di accedere alle misure di sostegno previste delle due Provincie di Trento e di Bolzano a favore delle lavoratrici che si astengono dal lavoro completamente o parzialmente per accudire bambini piccoli o familiari non autosufficienti
  • contributo del datore di lavoro se aderisci in forma collettiva
  • vantaggi fiscali (deducibilità dei contribuiti versati fino a 5.164 € annui)
  • trasparenza e affidabilità delle forme di previdenza complementare
  • scelta dei beneficiari in caso di premorienza
  • adesione a un progetto regionale: vicinanza degli interlocutori e ricaduta locale delle risorse investite.

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